"FALSI GURU FALSI STUDENTI"
info tratte dal sito
http://www.fraternityunion.eu/pdf/falsi_guru.pdf
di Mariana Caplan
Qual'è la vostra opinione al riguardo?
Patrizia
"Negli ultimi 40 anni, La spiritualità è diventata non solo popolare, ma anche un grande affare.
La New Age è un’industria multimiliardaria, e alcuni dei più famosi guru e maestri spirituali sono tra gli uomini più ricchi degli Stati Uniti.
Il ricercatore contemporaneo, durante il suo cammino spirituale, cade facilmente vittima di un numero enorme di miraggi, che occorre sapere riconoscere e affrontare.
Scoprire le illusioni che abbiamo sul cammino spirituale può essere scoraggiante, se non addirittura deprimente, ma rende possibili realizzazioni spirituali che prima ci erano precluse.
La maggior parte delle persone non sa cosa sia la vita spirituale, per non parlare di cosa cercano in essa.
Quando uno studente chiese al maestro zen Suzuki Roshi cosa fosse l’illuminazione, egli rispose: "Perché lo vuoi sapere? Magari non ti piacerebbe".
Spesso un ricercatore spirituale impiega molti anni per rendersi conto di aver cominciato il cammino spirituale per ragioni che ignora totalmente, e che sono molto meno nobili e romantiche di quello che la sua immaginazione romantica pensava.
Scoprire la falsità delle proprie motivazioni può essere molto spiacevole e deprimente, e per questo la maggior parte delle persone preferisce nasconderle nell’inconscio.
Ma mettere a nudo la falsità delle motivazioni è un passo prezioso e necessario nel cammino spirituale.
Le ragioni più frequenti che portano a scegliere il cammino spirituale sono: la libertà dal dolore
La maggior parte delle persone comincia il cammino spirituale perché vuole essere libera dal dolore.
Le persone immaginano che il cammino spirituale darà loro la pace mentale, la trascendenza dei problemi, la libertà dalle perversioni psicologiche e la vita eterna.
Si crede erroneamente che, meditando abbastanza, oppure facendo un numero sufficiente di posizioni yoga o leggendo una discreta quantità di libri sulla spiritualità, si conseguirà la beatitudine eterna..
Chi immaginerebbe mai che la presunta vita spirituale – fatta di meditazione e preghiera, dissolvimento estatico in Dio e umiltà davanti alla verità – possa essere un’altra via per
cercare il potere e il successo, o una maschera che cela sensi di inadeguatezza?
Per molti è proprio così.
La realtà è che la ricerca dell’illuminazione nasconde spesso la ricerca del potere, della gloria, del prestigio o di qualche altra forma di successo mondano.
Se un individuo ha come scopo nella vita quello "di diventare qualcuno", di essere una persona importante e poi comincia un cammino spirituale, è più che probabile che la ricerca del potere e della gloria continuerà nel campo spirituale.
È così che funziona l’ambizione.
Un individuo ambizioso non lo è soltanto in un contesto, ma in tutta la vita, inclusa quella spirituale.
Gli esseri umani faranno praticamente di tutto per evitare di affrontare la propria debolezza umana, cioè, faranno qualsiasi cosa pur di non affrontare se stessi.
La gente pensa che l’«illuminazione» sia uno stato di onnipotenza in cui non solo si sarà in grado di dominare gli altri, ma si terranno sotto controllo le proprie debolezze e difetti umani.
L’illuminazione può sicuramente creare dei poteri o una capacità di controllo illusori, o limitati, ma lo sviluppo spirituale va molto al di là del potere e del controllo terreni.
Raramente, se non mai, i veri insegnanti spirituali e le persone dalla comprensione profonda parlano della propria vita in termini di controllo di sé o degli altri.
Sanno che la vita è piena di imprevisti, e che un’eventuale influenza sulla vita di altre persone in realtà non dipende da loro.
Inoltre, riconoscono che il peso di quella responsabilità è tanto grande da far diminuire qualsiasi sensazione di potere personale.
Nelle traduzioni dei testi spirituali, l’illuminazione è sinonimo di "immortalità", "trascendenza" e "stato eterno".
Sono espressioni molto suggestive per chi ha paura della morte, ma se si comprende il contesto in cui furono create, è chiaro che non si fa riferimento all'immortalità dell’ego o del corpo fisico.
Tuttavia, gli esseri umani, alla ricerca disperata di una via per evitare la supposta sofferenza della morte, scelgono certi aspetti degli insegnamenti, evitandone altri.
Giungono a pensare che l’illuminazione è il cammino verso la vita eterna dell’ego, che identificano come "se stessi", e non della consapevolezza, che è sempre già eterna.
Quindi, se per caso ci illuminassimo, il nostro ego cesserebbe di esistere; ovvero, l’ego individuale che all’inizio si era messo alla ricerca dell’illuminazione per evitare la morte sarebbe già morto!
Anche se può essere difficile comprendere quanto siano false e inconsapevoli le motivazioni alla base di un cammino spirituale, gli sforzi fatti non sono inutili.
Il grande pregio di qualsiasi cammino spirituale - se percorso con l’assistenza di un maestro affidabile - è il fatto che prima o poi trasformerà l’individuo, a prescindere dalle motivazioni di quest’ultimo.
Il cammino e il maestro usano la debolezza e le ambizioni dell’individuo per creare delle lezioni che alla fine eroderanno quella stessa debolezza e quelle stesse ambizioni, mostrandole per ciò che sono e portando lentamente allo scoperto la purezza che si trova al di là di esse.
Un altro errore comune tra i ricercatori sul cammino spirituale è scambiare le esperienze mistiche per l’illuminazione. Quando qualcuno comincia un percorso spirituale, è verosimile che avrà esperienze di estasi, beatitudine, pace, fusione con tutta la vita e visioni.
Uno degli errori più frequenti compiuti dai neofiti è credere che queste esperienze siano lo scopo del cammino.
In realtà, in giro ci sono molti maestri, sinceri ma falsi, che insegnano sulla base di una o più di queste esperienze.
Studiando le varie tradizioni esoteriche e occulte, l’assurdità di queste pretese diventa ovvia, perché comprenderemo subito come sia sufficiente la tecnica giusta (il digiuno, la
visualizzazione, il "mind-control" e così via) per provocare tali esperienze.
Anche se queste ultime possono essere fonte di ispirazione ed elevazione, e possono addirittura essere il catalizzatore che ci porta sul cammino spirituale, è chiaro che la spiritualità non consiste in esse.
Coloro che conoscono l’autentica spiritualità non si lasciano impressionare nemmeno da una camminata sull’acqua.
Sanno che lasciarsi incantare da questi spettacoli vuol dire allontanarsi dal vero cammino spirituale.
Benché le esperienze psichiche come l’estasi, la beatitudine e la sensazione di fusione non siano nocive o pericolose, e alle volte possano anche essere utili, vanno analizzate con grande cura.
Occorre mettere costantemente in dubbio le conclusioni cui si è tentati di giungere dopo tali esperienze.
È troppo facile pensare di essere straordinari o importanti solo perché sono avvenute queste esperienze.
Tra tutte le comuni verità lapalissiane, quella del guru interiore è una delle più ingannevoli.
Anche se l’espressione "guru interiore" indica qualcosa che esiste davvero, molti di coloro che dicono di seguire il guru interiore in realtà non lo stanno facendo.
Per udire e seguire l’impegnativa guida di un guru interiore è richiesta una grande maturità umana e spirituale, che si conquista con anni di pratica spirituale, e non leggendo un libro o ascoltando un combattente New Age che proclama il messaggio..
Il motivo principale per cui la gente si volge al guru interiore è la pigrizia e il disinteresse verso la trasformazione genuina.
Il vero maestro spirituale porterà in crisi l’ego e metterà a nudo tutto ciò che è falso, cosa impossibile al guru interiore.
La vita interiore degli esseri umani consiste in una grande moltitudine di voci (molte delle quali decisamente nevrotiche) e l’ego è ben felice di dare a una di esse gli abiti del monaco, un tono di voce suadente e il titolo di "guru interiore".
Tali guru interiori, conosciuti anche come il "sé interiore", il "vecchio saggio interiore" o il "profondo sé", sono noti per permettere alle persone tutto ciò che vuole il loro ego (per esempio una vacanza dispendiosa, una nuova Ferrari, la manipolazione degli altri " per il bene più elevato" ecc..ecc...), sempre in nome della vita spirituale.
È molto più facile perdonare i nostri errori se siamo stati "guidati", rinunciando quindi ad assumerci la responsabilità delle conseguenze.
Se la guida dà risultati positivi, diventiamo degli eroi per aver ascoltato e seguito la voce; se le cose non funzionano, siamo semplicemente vittime dei desideri della voce interiore.
In un modo o nell’altro, noi non siamo mai responsabili.
Molto simile alla voce interiore è il "seguire il proprio cuore".
È vero che alla fin fine dobbiamo seguire il nostro cuore e che quest’ultimo non mente, ma come facciamo a sapere quando lo stiamo ascoltando?
Molte persone non hanno idea di cosa sia il loro cuore, non lo hanno mai percepito né udito parlare.
La maggior parte dei messaggi che attribuiscono al cuore, in realtà, vengono dalla mente, che è capacissima di parlare con tono amorevole, delicato e anche "con il cuore in mano".
Quando le persone ignorano la quantità di "voci interiori" esistenti in loro (inclusa la voce
del proprio cuore) e non sanno nulla della tendenza dell’ego a corrompere ogni aspetto della personalità per sabotare la crescita spirituale, cadono facilmente vittima delle seduzioni del guru interiore.
Alla fine, esse si defraudano di quella crescita e trasformazione che volevano trovare cominciando questo cammino.
Un’altra delle pericolose verità lapalissiane in voga tra i neofiti contemporanei è il ritornello "tutto è un’illusione" e i suoi derivati.
Se la vita non è altro che un sogno, perché non arraffiamo tutto ciò che possiamo, senza preoccuparci delle persone che calpesteremo nel fare questo e di coloro che diventeranno poveri a causa del nostro egoismo?
Se tutto è uguale, se non esiste male e bene, giusto e sbagliato perché non barare, mentire e rubare?
Chi comprende davvero il significato di espressioni come "il guru interiore", "tutto è uno" e "il maestro è ovunque", non si vanta mai di queste verità in reazione a una sfida alla sua psiche al contrario di chi ne ha avuto solo un’intuizione profonda ma fugace.
Al contrario, la bellezza della realtà che ha intravisto lo rende più umile, spingendolo a mettersi al servizio ed a partecipare maggiormente al mondo in cui viviamo.
Come ha detto un altro maestro zen: "Non puoi vivere a lungo nel mondo di Dio: non ci sono né ristoranti né toilette"....
