Mi pare che derivi dal latino, ed è l'accostamento di due parole: con-passione, a sua volta passione deriva dal latino e significa "sofferenza", quindi la compassione è la condivisione della sofferenza. Se fossi il padre del bambino mi sarei messo a piangere perché sarei stato un padre snaturato e allo stesso tempo non glieli avrei dati...

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"Ragazzo, che devi fare?"
"Devo comprare un grammo di hashish..."
"Lascia stare, sii moderato, non fare abusi di erba, ci sta già la marijuana in giardino!"

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Scherzo, ma comunque non saprei cosa fare... di certo non glieli dò, ma mi piacerebbe sapere il modo giusto per non darglieli...
Quoto Natyanlee: nemmeno io sarei stato capace di tenere in braccio Hitler... ma la madre di Hitler sicuramente l'avrà tenuto in braccio qualche volta... adesso non ricordo la storia di Hitler, ancora ci devo arrivare storicamente, l'ultima volta che l'ho studiata ero alle scuole medie. Nostro figlio un giorno potrà essere Hitler, o peggio ancora, chissà... ma sicuramente l'avremmo tenuto in braccio almeno qualche volta, prima che potesse creare disastri. Mi metto nei panni del genitore: che esempio dò a mio figlio? Come sto nutrendo la sua mente? Sto creando razzismi, pregiudizi e cose simili? Se sì, un giorno sarà un uomo violento... tutto parte da un pensiero, eppure non mi sconvolge la perdita di un corpo fisico, quanto l'intenzione che c'era nell'omicidio e la violenza che si è inferta (a proposito di Hitler). L'omicidio è l'effetto, ma ciò che è più grave è la causa (anche se l'effetto è grave la causa è sempre più grave)... cosa c'era nella mente di Hitler? Non c'erano forse pregiudizi nei confronti degli ebrei? Eppure questa causa è l'effetto di un'altra causa: com'è stata nutrita la mente di Hitler? Chi gli ha insegnato la violenza, chi gliel'ha inculcata? Possiamo procedere all'infinito nella relazione di causa-effetto. Ogni tanto serve una carezza o un abbraccio nei confronti dei nostri figli, serve molto di più che di tante parole, li aiuta a non mancare di autostima e a crescere affettuosamente. Immagino un'educazione con assenza di giudizi: chissà quale cosa sacra!!! Hitler per compiere violenza sicuramente ha solo visto violenza... Purtroppo, per il bene collettivo, quando una persona è violenta è necessario arrestarla, per impedirgli di compiere altra violenza, ma è difficile usare lo stile di Gandhi... ed è altrettanto difficile essere ascoltati. Personalmente mi è più facile avere compassione per gli ebrei che per Hitler, ma se fossi stato al posto di Hitler avrei avuto più paura di me stesso, forse quella paura mi avrebbe portato al suicidio... Immagino che un Illuminato sarebbe stato capace di essere compassionevole, e allo stesso tempo avere beatitudine, riso, con sé in ogni momento, compreso questo, con la consapevolezza che tutto è evanescente... immagino pure che sarebbe stato scambiato per pazzo con tale consapevolezza. Esistono tali problemi spirituali e in qualche parte del pianeta ci sta qualcuno a preoccuparsi di cosa dovrà mangiare domani: inutili preoccupazioni. Finquando non sorge qualcosa di più grave di ciò che è apparentemente grave alla mente, sarà difficile capirlo. Conosco una signora ebrea, sopravvissuta ai campi di concentramento per chissà quale miracolo che ha visto la morte di tutti i parenti. Sembra conservare ancora un minimo di lucidità... il suo desiderio è quello di esser ascoltata... il pane e l'acqua sono l'ultimo dei problemi al mondo: colpa della tecnologia... sicuramente quel secolo è molto più distante dal nostro e oggi ci sono comodità di tutti i tipi. Qualche padre pensa ancora al futuro dei figli, e se ne preoccupa, ma io mi domando che preoccupazione ci debba essere se nemmeno loro sono interessati al futuro... castelli o ville al mare pronti a essere distrutti con un semplice terremoto, o una vita pronta a finire a suon di proiettile... ci siamo dimenticati dell'essenziale...
Però, tornando al piccolo, non so come comportarmi. Come dico a "mio figlio" per non passargli soldi? Se gli dico: "te li dò solo se li saprai usare in modo responsabile", sicuramente un giorno mi verrà a chiedere soldi con la scusa di fare un regalo alla sua amica, o di fare qualcosa di buono che lo è solo apparentemente. Penso che il padre in questo caso dovrebbe fare un atto di fiducia, ma il bene di "mio figlio" non me lo garantisce nessuno a parte lui... il compito del genitore è limitato, finisce dopo che si è rassicurato che suo figlio non faccia nulla di male, ma il figlio potrebbe tradire la sua buona fiducia... se poi il padre pensa: "avrò un'altra opportunità per sapere cosa combina, prima o poi dovrà venire fuori!", e invece il figlio è così astuto da saper nascondere tutto, il padre... è fregato!

Al massimo se succede qualcosa di grave può dire: "te l'avevo detto!".
Natyan, hai fatto una domanda da un milione di €. Aspettiamo una tua risposta!